welly welly welly well,
it’s time for some good old horrorshow.
in seguito a visite in alcuni stabilimenti di una stessa multinazionale,
aggiungo alla mia raccolta di visioni sintetiche del mondo alcuni
prototipi europei di ambiente lavorativo.
prototipo tedesco
total control
l’ambiente tedesco è il trionfo della ragione e del protocollo.
ogni particolare, compresa la corretta posizione da tenersi sulla tazza
nei bagni aziendali, è certificato dal TUV.
se in mensa aziendale hanno previsto piattouno “wurstel e crauti” piattodue “arrosto con patate”,
e tu hai l’ardire di chiedere la variante “wurstel con patate”,
vieni arrestato sul posto da apposite unità paramilitari e deportato in Cile.
le riunioni per il software, anche per la procedura più banale, richiedono minimo otto persone
che a fronte di una tua spiegazione di dieci minuti produrranno centocinquanta pagine di specifiche
dettagliatissime, analisi, controanalisi, motivazioni, umori del personale, notizie storiche, quesiti della susi
per risollevar lo spirito, bibliografia, indice analitico, indice alfabetico, indice anale, echissacheccazzod’altro.
il manuale verrà distribuito, modificato, ramificherà in mille varianti ognuna delle quali verrà ripresa in considerazione,
soppesata, assaggiata, goduta fino in fondo e alla fine, gettata dalla finestra: si riparte daccapo. nel frattempo tu
hai già fatto tutto e funziona, ma il loro processo di analisi non si può più fermare.
l’environment è caratterizzato da pulizia maniacale e da ordine supremo. se fai cadere una carta per terra, vaporizza prima
di toccare il pavimento. ach.
prototipo spagnolo
la siesta
ingresso in stabilimento, che si affaccia sull’autostrada. e intendo dire che si affaccia proprio sull’autostrada:
nei grafici infortuni in bacheca, la voce predominante è “questi ce li siamo giocati sulla corsia TIR“.
non si muove una foglia. silenzio tombale. l’unica anima viva in portineria riesce a camminare e parlare senza
fare rumore. probabilmente non aveva nemmeno un’ombra, ma non ci ho fatto caso.
compare dal nulla, con un esemplare e magistrale fade-in, il senor marcos. mio omonimo mancato, per poco.
ci conduce attraverso lo stabilimento nella sala CED. non si vede NESSUNO. non si sentono rumori, se non il cigolio
dei nastri portapallet. ad una nostra richiesta informazioni, il senor marcos risponde “ah io non so niente, non so
nulla, forse non sono neanche qui”, o quasi.
mensa: non c’è. il vicino centro commerciale offre 1) paella 2) poltiglia dal nome “spaghetti bolognese”. convergiamo verso scelta uno.
al ritorno verso madrid, in ritardo per l’aereo, osiamo dire “siamo in ritard..swiiiiiiiiishh >>> il tassistamercedes spara a tavoletta: velocità smodata. percepisco nitidamente la formazione di un cuscinetto d’aria tra il fondo piatto e l’asfalto-sapone dell’autostrada spagnola.il tassista raccomanda di non utilizzare telefoni cellulari o apparecchi dotati di lettore cd. ci informa che la visibilità è buona ed è possibile acquistare sul taxi merce duty free, almeno finché non ritocchiamo terra. in lontananza scorgo un aereo in fase di decollo parallelamente all’autostrada, ma lo distacchiamo senza confronto.
prototipo francese
oui, non
francesi: “abbiamo un grosso problema col vostro software”.
noi: “quale?”
francesi: “beh vede qui ci sono i tasti OK e CANCEL, ma dovrebbero essere OUI e NON. e poi qui non è Administrator ma ADMINISTRATEUR.”
noi: “mo và a caghèr và” <--ma questa espressione non è andata ‘live’.
qui non importa che una cosa vada o non vada, serva o non serva. è importante che sia in francese; ma soprattutto, non in inglese, acerrimo nemico.
diffusa poi la schizofrenia della lavagnetta. quando chiedi qualcosa, ti fissano senza interromperti e ti lasciano finire. poi, ti dicono “alt”,
tirano fuori una lavagnetta (a volte hai proprio l’impressione che la sfilino, che so, da una narice) e ti chiedono di rischematizzare il tutto. davvero;
per dirgli che volevamo collegarci a una presa di rete, abbiamo dovuto disegnare il pc, con il cavetto che si infilava sulla ethernet - e abbiamo dovuto fare anche
i disegnini dei server e il percorso dei dati. proprio quando stavamo per sbizzarrirci con simboli fallici e disegni di dubbio gusto, ci hanno interrotto.
mensa: mangi da dio, prelibatezze di prim’ordine. piatti esteticamente invidiabili e con nomi da orgasmo. il sapore è un delirio. solo che quando esci, hai fame: ti mangeresti volentieri una fiorentina. viva.
prototipo svizzero
total control coi buchi
eredita direttamente dal protocollo tedesco, ma aggiunge una personalità tipica in stile uber/regazzoni. sono dei “tedeschi a misura d’uomo”, se così si può dire.
l’ideale connubio tra hi-tech e vacca svizzera qui si concretizza in uno stabilimento affondato in una valle non segnata sulle mappe. circondata da pascoli, case di contadini
e maneggi, la sede si sviluppa su eccessivi metri quadri. difficile rendere il loro accento (ma se sapete chi sia il poliziotto uber, sappiate che è esattamente così).
le persone sono estremamente cordiali, collaborative e attente. attente a mettertelo in culo.
ma questa terra straordinaria produce alimenti ad alta concentrazione di estasi divina, quindi va perdonata.
prototipo milanese
no pain, no gain
una regola fondamentale è che il dipendente milanese deve essere perennemmente incazzato. se il lavoratore-tipo non è sempre al limite dell’esaurimento nervoso,
allora è un mangiapane a tradimento o c’e’ qualcosa sotto. il sorriso è bandito, tranne quello finto dei commerciali. è buona abitudine tirare
almeno un paio di coltellate alle spalle dei colleghi al giorno.
saper mettere nella merda gli altri per le proprie colpe è considerato un plus. tra i benefit aziendali uno dei più ambiti è l’ulcera, che è diventato
uno status symbol.
l’environment è asettico, teso. l’atmosfera si taglia con il coltello - o, nei casi più gravi, si spacca a colpi d’ascia.
il software deve essere ultimato e collaudato sessanta giorni PRIMA dell’ordine e viene saldato a 90 giorni, forse. comunque, nessuno è mai contento.