- guardando bene, è proprio corta;
- devo rimontare la gerla sull’hexagon
visualizzo, per esercizio, una vasca 50m piena di cioccolato lindt fuso - con le corsie di elefanti caffarel.
dopo soli 20 giorni dalla richiesta, sua telefonia telecom ha gradito installarmi il telefono fisso. con l’occasione, ti saluto piastra bTicino abilmente imboscata dal tecnico, al quale vanno i soliti auguri di imodium.
no, non vi lascio il numero.
quando ti fai una moka da 6 alle 2:40 concludi che il tuo sistema nervoso è effettivamente evaporato
scoprire che la spia della riserva del motorino di mio fratello non funzionava - alle 2:00am a metà risalita della valmulini - condisce di sfumature bizzarre il percorso formativo linguistico notturno. il prete locale, da stanotte in poi, adotterà la formula rinunci a cloabell? - rinuncio. e distribuirà una mia fototessera con didascalia lucifero v2.0
il leggendario programmatore di plc mi si è presentato in tutto il suo splendore. preceduto da affascinanti ragazze dalla pelle d’ebano che spargevano - leggiadre - petali di rosa davanti ai suoi piedi, egli si avvicinava lieve, con incedere elegante e maestoso, galleggiando a qualche pollice da terra. sì proprio pollice, non centimetro, volendo concentrare il proprio snobismo anche in ambito unitàdimisura.
io: ok, tieni questo ip.
p: hmm.. veramente io non ho mai configurato una rete. cioè naturalmente sì, ma non con nt4.
io: ok, usa quella macchina windows 2000.
p: hmm sì ok.. comunque come si faceva su windows2000?
[…]
io: ora collegati a sql server con questo nome e pwd.
p: come?
io: fai un odbc.
p: cioè?
io: …
alla fine dell’intensa mezza giornata, programmatorediplc, sudato, ormai privo di petali di rosa, si toglieva la vita nel bagno del settore ovest
ogni volta che uso un dvd vuoto per fare un backup, mi scende una lacrima. un ennesimo dvd che avrebbe potuto ospitare un film copiato da blockbuster, relegato a misero supporto per backup.
questa mattina ho preso il bus. l’ultima volta che ho preso un bus a Como me la ricordo ancora: avevo 18 anni. mi auguro di non doverne prendere un altro nei prossimi venti. in compenso grazie al quartetto baggina ora so tutto della luisa e di suo marito (?).
ore 19:35.
esco dall’ufficio, salgo in macchina, giro la chiave.
trionfale, lampeggia spiaGialla1, nuovo segnale poco chiaro nel panorama inquietante del cruscotto. disegno poco gradevole ma incomprensibile. significato ignoto.
bah, la macchina sta andando, tanto grave non dev’essere. vedrò domani. non ho tempo adesso.
ore 19:40. arrogante, spiaGialla2 mi annuncia il fallimento del controllo di trazione.
bah, basta accelerare con cautela. la macchina sta andando, tanto grave non dev’essere. vedrò domani. non ho tempo adesso.
ore 19:42. spiaGialla3 mi comunica beffarda l’anomalia e la disabilitazione dell’abs.
bah, frenerò con più attenzione. la macchina sta andando, tanto grave non dev’essere. vedrò domani. non ho tempo adesso.
ore 19:43. ironica, spiaGialla4 mi fa sapere che l’airbag me lo posso anche scordare.
bah, basta evitare i frontali. la macchina sta andando, tanto grave non dev’essere. vedrò domani. non ho tempo adesso.
ore 19:44. spiaGialla5, incazzosa, ipotizza un guasto al servosterzo.
ok, allora *forse* è grave. però sono quasi arrivato. vedrò domani. non ho tempo adesso.
ore 19:45. spiaROSSAcongrandepuntoESCLAMATIVO. si spegne il motore. cruscotto in modalità missoni intona melodie jingle bells e emana essenze all’lsd. schiaccio il pulsante hazard e contemporaneamente si spengono anche le luci.
scendo e posiziono il triangolo. tempo trentasecondi, fiammante lanciay coloreverde -crunch- ne fa polpette.
ore 3:30. sto piazzando il plastico sotto lo zerbino della concessionaria.
ah, il rientro di pasquetta. ottima occasione per arricchire le vst: ecco tre soggetti-tipo autostradali.
uomodaytona.
alzi lo sguardo e vedi nello specchietto, lontanissimo, un bagliore.
starnutisci.
rialzi lo sguardo e noti due riflettori tra i poggiatesta e il lunotto posteriore. tre tonnellate di
fuoristrada ad alte prestazioni ti invitano a sparire.
fai per spostarti,
ma è troppo tardi: uomodaytona ti ha già passato sulla destra, ha saltato una punto, ha sbalzato un apecar fuori dalla
carreggiata e sta entrando nella zona plaid.
uomosupercar.
cresciuto tra mille televisioni, ha rinnegato ben presto i pupazzetti in favore dell’unico telefilm che è in grado
di stimare: supercar. sprovvisto di pontiac, ha concretizzato il suo mito nella punto gt, elevandone
l’estetica ad un livello di purezza inestimabile. con l’affetto di un padre, le ha donato tutto: luce intermittente rossa,
lucine blu di posizione, minigonne, palpebre, spoiler in kevlar, specchietti ultraleggeri in fibra di carbonio,
pneumatici speciali, assetto ribassato (il pianale viaggia una ventina di centimetri sotto l’asfalto),
sedili sportivi, cinture di sicurezza rigorosamente rosse e felpate, volante da corsa, nitro, motore elaborato
da officine ghisolfetti racing di casalpusterlengo tel 347.1234567 chiedere di gianfranco.
interpreta un eventuale vostro sorpasso come un gesto di sfida; vi si incolla al paraurti con sguardo omicida,
tenta di insinuarsi strombazzando tra voi e il newjersey. fortunatamente, dopo dieci minuti di circo deve abbandonarvi per rifare il pieno.
uomovivace.
cappello ben piazzato sulla testolina, uomovivace si posiziona allegramente a metà tra la corsia di sorpasso e quella centrale.
velocità rigorosamente stabile sugli 80km/h, autoradio ben salda sui centotreetre per sorbirsi tramite isoradio
tutto il traffico di tutta la penisola. che se si dovesse perdere la notizia di un ingorgo sulla statale tra
fossacesia e ortona, sai la tragedia.
alla notizia della coda al casello di lodi, pianta davanti a voi una vigorosa frenata preventiva, ma vi trovate
attorno a piacenza. ignora qualsiasi segnale, procede per la sua strada e non conosce lo sterzo se non per lo svincolo lorenteggio,
dove lo aspetta la sua Gina con la minestra in brodo bella calda.
oggi sono certo di aver visto antonio-non attraversare i muri dell’ufficio senza creare perturbazioni nella materia circostante. compro canistracci oil.
plasmo rifugi irrilevanti che mi nascondono dal niente, annego in vetro pressofuso che però sembrava cristallo, mi lamino di alluminio e mirra al contempo nutrendo fieri dubbi sull’affidabilità dell’eccessiva spasmodica abbondanza di tiramisù.
(io chiamo lei a ora di cena, perché a mezzogiorno ho ricevuto sms segnalante tamponamento di ieri)
io: ciao. ti sei fatta male?
lei:ah, e nel dubbio chiami solo adesso, eh? che stronzo.
io:ah, e nel dubbio mi avvisi soltanto oggi, eh? che stronza.
lei:eh va beh ma è stata una cagata, si è rotto solo il paraurti
io:eh appunto, per così poco non volevo disturbarti prima.
lei:…
è opportuno introdurre il mito della settimana multi-layered.
scenario tradizionale: lunedì. il project manager cammina lungo il corridoio, entra nel vostro ufficio e vi chiede una stima dei tempi di lavorazione per i progetti A, B, C. ingenuamente, dite una settimana per ognuno. venerdì: il project manager cammina lungo il corridoio, entra nel vostro ufficio e vi chiede di consegnare tutti e tre i progetti, essendo trascorsa esattamente una settimana.
scenario non tradizionale: venerdì mattina avrete provveduto a stendere un cavetto di nylon nel corridoio, di traverso, a cinque centimetri da terra.
altra palese violazione dello stato testicolare è rappresentata dal magico servizio vodafone che avvisa il mittente quando tu ricevi l’sms.
io garantisco la caduta di ogni canale di comunicazione a chiunque mi dica cose del tipo “è impossibile che tu non l’abbia letto, la vodafone mi ha detto che l’hai ricevuto alle sediciequarantaquattro mentre passavi col telepass il casello como grandate“.
ma mi chiedevo, insieme a livefast, chi potesse sentire la necessità dello strabiliante videofonino. ora, tralasciamo pure l’istantaneo effetto falqui degli spot pubblicitari. tralasciamo anche il fatto che questi prodotti siano stati impugnati dal sorprendente mastrota, la cui fresca simpatia ricorda da vicino una zoccolata in noce massiccio nei coglioni.
concentriamoci sul prodotto. uno già cerca di non farsi troppo trovare; addirittura si pretende che venga visto.
diventerebbe semplicemente insostenibile. immaginatevi frasi del tipo sono già in viaggio, ma c’è traffico con l’impietoso videofonino che vi riprende mentre siete ancora a letto. non funziona. il telefono viola la privacy in modi già abbastanza intollerabili.
caro, vado dal parrucchiere perché mi chiama adalgisa alle cinque, non vorrei che mi vedesse in disordine.
tuconlaforzaditre: ma vai a cagare, và.
è ufficiale: ho ingerito food&drinks per un valore energetico sufficiente a spingere a mani nude un convoglio ferroviario lungo la transiberiana, vincendo un incontro di tauromachia a metà strada.
comopadovamodenamilanomarittimamodenacomo. chiuso il cerchio. funnypasqua, coolfriends. mi illumino di incenso, dedico lucenti sguardi di gratitudine nutriente e spargo elementi diffusi di volontà distorte, allegre e ripetibili.