ora non verrò creduto.
ma davvero, a como, irish pub a lago, ordinate una guinness extra cold.
poi osservate le bollicine.
guardatele bene.
l’avete riconosciuto?
sì, avete visto bene. una delle bollicine è goldrake miniaturizzato. provare per credere.
fra l’altro provare per credere mi riporta alla mia infanzia milanese. provare per credere. era lo slogan di un qualche aiazzone o simili. ai tempi, il gioco delle coppie era the leading edge in campo televisivo. drive in sapeva di rivoluzione, ma era solo un triste preludio: non lo sapevamo, ma anni più tardi buona domenica avrebbe devastato gli schermi.
io comunque ero diviso tra il mio cane peloso, un pastore belga chiaro, e vera. con vera si faceva sesso. beh, sesso ai tempi era baciarsi, ma in un’epoca in cui i miei compagni di classe avevano come massima aspirazione completare l’album delle figurine, era qualcosa.
io fra l’altro ho avuto qualche albumi di figurine. mai completato uno. mai compreso lo scopo di completarne uno. lo avrei comprato già fatto, già finito, senza tante menate, se avessi avuto potere d’acquisto. ma il mio potere d’acquisto coincideva con il saccottino sfuso. e allora tanto valeva aspettare l’acquisto del pacco famiglia con le gomme colorate.
il mio cane peloso mi ha detto ahia anni più tardi, con gli occhi, ma me l’ha detto troppo tardi, quando ormai il polistirolo cotto nel brodo di carne gli aveva bloccato e devastato le interiora. perché ai tempi era questo lo stato dell’arte del bastardo che me l’ha ucciso. a lui era sembrato un ottimo pezzo di carne, e ha inghiottito suicidandosi.
poi. poi mi ricordo che a un certo punto, quasi al termine delle elementari milanesi, successe qualcosa. qualcosa.
non sapevo dire cosa. e ancora oggi i contorni sono piuttosto vaghi.
ma cambiò tutto, per sempre.
tutto.
