donnaolimpia.
donnaolimpia deriva suo malgrado da famiglia di sani principi, saldamente legata ai valori contemporanei della vita.
dove contemporanei = primi del novecento.
la sua virtù è stata deportata in vaticano e giace sotto lo sguardo attento di sette guardie svizzere selezionate - tra le quali, sì, anche uber - conservata in una teca piramidale in papamantio, un materiale prezioso formato da strati alternati di cristallo, alloro, pajata e cornee di bambino non cattolico.
è cosa poco nota fra l’altro che il papamantio porta un sfiga della madonna.
ella procreerà, ma senza contatto alcuno con altri esseri, siano essi uomini o divinità.
ella partorirà, senza dolore, l’occulto super sovrano dell’universo, entità piena di ogni bene e ogni male insieme, ma più che altro, piena.
nel frattempo.
nel frattempo a 24 anni suonati risiede in un corpo intonso il cui grado di libertà è inferiore a quello di Madre Calcutta di Pan di Spagna, suora a base di aloe vera, dio e melanzane. no, sì, insomma, sì. proprio per quello.
richiama i suoi fedeli su cavallo di ferro per avvolgerli nel suo candore da psichiatria infantile, gestendo il parentado alla meno peggio. triste, se vogliamo, la reiterata esibizione di incapacità di intendere e di volere se non per interposta persona.
il panorama si fa desolante ma bisogna anche dire, a discolpa del Fedele, che..
no, francamente, non si può proprio dire nulla a discolpa del Fedele.
ma me la immagino mentre sgranocchia festante otto etti di agnello misto a pizza, in un tripudio di genuinità sanguigna e di semplicità opalescente.
immancabile, maestoso, il rutto finale.
e qui, meglio chiudere.