qualora ci fossero ancora dubbi
il package panettonemuffo+spumantedozzinale preso al discount
non è un bel regalo.
ripeto: non.
e se conta il pensiero, bel pensiero del cazzo.
qualora ci fossero ancora dubbi
il package panettonemuffo+spumantedozzinale preso al discount
non è un bel regalo.
ripeto: non.
e se conta il pensiero, bel pensiero del cazzo.
blood makes noise.
efficienza comunale.
ilgiornodopolosciopero ritorni nel famigerato ufficio degli scioperanti.
ufficio spedizioni.
hm. meglio “ufficio spedizioni quando ci gira“.
entri nel corridoio e ti aspetti di trovare, a differenza del giorno prima, brusio e rumori di ufficio.
in effetti, no. il clima di abbandono è conservato.
[[
tra l’altro.
tra l’altro arrivi in macchina davanti al comune e cerchi un posto. c’è. ce ne saranno dieci.
all’altro capo del parcheggio scorgi l’addetto comunale alla raccolta perimetrale foglie secche di tonalità marrone e peso compreso tra i 5 e i 7 grammi che svolge il proprio compito meticolosamente. dove meticolosamente == si muove leeentamente, agitando con incedere maestoso la scopa comunale, soppesando ogni sporcizia comunale, accompagnando ogni foglia comunale verso la paletta comunale, da dove poi, inesorabilmente, ma lentamente, raggiungerà il sacchetto nero comunale.
prendi il primo posto libero.
ma.
ma addetto comunale alla raccolta foglie secche di tonalità marrone, formalmente costituendosi biglietto da visita dell’efficienza dei dipendenti comunali, si avvicina rapidamente (beh, rapidamente) per chiederti se ti fermi molto, perché lui sta pulendo i parcheggi.
ora.
considerato che le sue prestazioni si misurano in foglie/mese, gli fai notare che la tua permanenza non gli sarà di troppo disturbo.
ti risponde e in sole quattro parole sbaglia un congiuntivo.
ma con eleganza.
di fronte al talento, ammetti la sconfitta e ripieghi verso gli uffici.
]]
cammini nel corridoio e puoi sentire distintamente l’odore di cavolo bollito*.
ufficio spedizioni.
un’enorme struttura piramidale di cemento bianco e abbagliante che s’innalzava, terrazza dopo terrazza fino all’altezza di trecento metri.*
ma no. neanche questo. un ufficio stanco, pianoterra, protetto da una porta ben chiusa (non si sa mai, dovesse entrare qualcuno) costellata da cartelli manoscritti per collezionisti. di violazioni della grammatica.
entri e, beh.
come interrompere i due operosi dipendenti comunali?
con quale vile arroganza disturbi la piccola ape operosa che davanti ai tuoi occhi sta lavorando a maglia?
e quali straordinarie letture di approfondimento e di autoistruzione avrà nascosto rapidamente sotto la scrivania il suo collega? forse un corso a fascicoli di informatica?
forse.
infatti gli consegni la tua card RFID, lui la passa rapidamente nel lettore, il computer gli fornisce la locazione esatta del documento e senza che sia passato un minuto te lo porge con un sorriso.
in realtà, no.
gli consegni il tagliando manoscritto che ti hanno lasciato nella cassetta delle lettere e lui, sbuffando, va a prendere un.. un..
un registro di carta.
no dico. un registro di carta.
dove in ordine apparentemente casuale, forse, vediamo, chissà, troverà il nostro codice documento.
e infatti in soli 45 minuti, pronti! ecco il documento.
[[
tra l’altro.
tra l’altro prima di dargli il tagliando gli fai notare che tu ieri sei andato lì e l’ufficio era completamente scoperto e tu non hai potuto ritirare un atto giudiziario — non l’orario dei cinema, un atto giudiziario. lui, pomposo. orgoglioso. “sì, ero in sciopero”.
te lo immagini brevemente a grattarsi la panza - di non modeste dimensioni - a ruttare con una birra in mano mentre tu sei davanti alla porta del suo ufficio a bestemmiare.
]]
in soli quarantacinque minuti. più mezza giornata persa il giorno prima.
efficienza comunale.
chissà se la signora ha finito la maglia.
magari la finisce al prossimo sciopero. ampiamente nel suo diritto.
* orwell.