..appoggiando i gomiti sull’umido. c’è qualcosa di speciale in un ponte di ferro che suda, sa di città, ti culla sulla marea di sangue che vedi solo tu.
idealmente immagini tutte le ossa che ti hanno deriso in una forma lirica. lirica un cazzo. il fiume è marcio, ti arriva dritto nelle narici e te le pizzica come lo champagne. ma non è proprio la stessa cosa.
non mentre lasci cadere la sua testa nell’acqua.
ti guardi sempre attorno. più un rituale che una necessità.
porti la mano alla giacca, due pacche sulle tasche. niente. stasera niente fumo.
ma sì, vaffanculo.
cerchi di non zoppicare che non è.. elegante, diceva tuo padre. la città dorme e stasera vorresti essere un cliente di te stesso.
e vai prima che sia luce.