extreme sunday.
mi sentivo in vena di compiere un gesto estremo.
ho comprato su itunes un brano di britney spears. poi non sono riuscito _anche_ a ascoltarlo.
mi sentivo in vena di compiere un gesto estremo.
ho comprato su itunes un brano di britney spears. poi non sono riuscito _anche_ a ascoltarlo.
immobile nel momento. un istante. per dire e per scegliere. un altro posto. sì è la risposta. aspetto le domande.
ma fai in fretta. molto in fretta.
la prima domanda è mia. mia.
way -> out.
il motore di ricerca microsoft è in hosting su un commodore 64.
ma cosa ti fa pensare.
che prendere il logo dal sito del cliente e piazzarlo sulla prima pagina del powerpoint.
renda il powerpoint più.. più..
boh. più appetitoso?.
mah.
in linea di massima tendo a non fidarmi di chi conosce a memoria il costo della propria linea adsl. anche di chi compra un whisky guardando il prezzo al litro, a dirla tutta. ma parlando di adsl.
se nella vita hai avuto un modem, non ti preoccupi di quanto sia veloce la tua adsl o di quanto costi. è veloce _abbastanza_. ma non fa alcuna differenza in effetti.
se nella vita hai avuto un commodore 64, in linea di massima non hai un’idea precisa di quanto sia veloce la cpu del tuo portatile oggi.
se nella vita hai usato napster, oggi i film li prendi al blockbuster perché ti sei rotto le palle e così fai prima.
eccetera.
quindi. se ti sei appena comprato un portatile ed è il primo della tua vita guarda che - davvero - non mi interessa ascoltare l’elenco delle specifiche tecniche. proprio non.
la lavastoviglie è la più grande invenzione dell’uomo. butti dentro roba, premi un tasto, dopo un po’ esce pulita. no worries. esattamente il mio concetto di tecnologia utile.
sì, in teoria dovresti scegliere il piano di lavaggio. ma è facile: scegli il piano MAX, quello più efficace in assoluto. e poi lo imposti come default e non ci pensi più.
buttare dentro - premere tasto - tirare fuori roba pulita.
sospiro di sollievo.
ma allora. perché c’è chi la ha e non la usa, oppure prelava? qual è la perversione che porta le persone a lavare i piatti prima di metterli in lavastoviglie?
o a lavarli a mano “perché tanto sono pochi”? E ALLORA? chi se ne frega se sono pochi. butti dentro, premi tasto, tiri fuori puliti.
ma la cosa davvero divertente.
è quando sui bicchieri o sulle cose trovi scritto “da non lavare in lavastoviglie”.
ah ah.
ma figuriamoci.
I am quite fed up with everything.
est-ce que vous avez bien dormi hier soir?.
la scienza dice che il pianeta è fottuto e rischiamo di lasciare ai nostri figli un ambiente inospitale.
io dico. non lasciamoglielo proprio. consumiamolo. è nostro.
che questa sia l’ultima gloriosa generazione della specie. let it be. ne verranno altre.
got to get to your ****
this will get messy.
got to get to your ****
and there, I’ll celebrate.
ristorante ikea.
- ma avete già chiuso?
- no è che stasera è la serata di san valentino.
- ah.
- eh, è riservato. solo su prenotazione.
ecco diciamo che a questo punto mi sono mancate le parole.
chissà se anche allo spizzico c’era il pienone.
- passa in amministrazione a ritirare i soldi per il carburante.
- no ma guarda che andiamo in aereo.
- sì appunto.
- ..
se stai per copiare una chiave usb su un’altra che si chiama untitled.
assicurati che la partizione con tutti i tuoi dati non si chiami anch’essa untitled.
è meglio.
e alla fine arriva il momento in cui.
in cui non ti interessa più discuterne. non ti interessa trovare una soluzione. non ti interessa capire, non ti interessa lasciar perdere, non ti interessa insistere, non ti interessa pensarci.
insomma: non ti interessa.
..e non ci sono dubbi. le macchine per fare il caffè hanno un’anima.
proprio quando stai per. quando nonostante il fatto che sia tutt’altro che una -qualsiasi- macchina per il caffè.
quando dici ok–
questo fine settimana ne trovo una uguale ma nuova. che non è la stessa cosa, per ragioni troppo lunghe da.
lei.
ti sfodera il caffè della vita.
e allora questo fine settimana tu la riempirai con un chilo dei miglior chicchi.
tu dammi tempo.
devi solo darmi tempo.
..while I kiss the sky.
dopo due ore in una sala riunioni imbevuta di sudore.
sullo schermo brilla il powerpoint della morte.
preghi che qualcuno entri in sala per tirarti fuori e salvarti.
ma no.
due ore di powerpoint.
due-ore-di-powerpoint.
poi ti cade l’occhio sulla statusbar.
“diapositiva 9 di 22″.